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“IL MAESTRO E IL SETACCIO“
Parabola zen sulla trasformazione interiore

Un giovane discepolo con fare sconfortato andò dal suo vecchio maestro e chiese: «Maestro, ho letto tantissimi libri, dimentico quasi tutto ciò che apprendo e ho dimenticato la maggior parte di essi. Ma allora qual è lo scopo della lettura?»
Il maestro senza rispondere chiese al ragazzo di accompagnarlo al fiume. Una volta arrivati egli disse: «Sono assetato, raccogli quel setaccio da terra e portami da bere».
A quella strana richiesta il giovane discepolo si turbò. Confuso ma se senza contraddire il maestro, prese il setaccio tutto arrugginito e si recò immediatamente verso il fiume.
Ogniqualvolta riempiva il setaccio non faceva in tempo ad arrivare dal maestro che l’acqua scorreva via. Il giovane discepolo provò e riprovò più volte, ma per quanto tentasse di correre più velocemente possibile, l’acqua defluiva durante il tragitto. Nonostante il buon proposito e la perseveranza nel portare a termine l’incarico che il maestro gli aveva assegnato, non riuscì nemmeno a portargliene una goccia.
Spossato si sedette dinnanzi al maestro e con fare mortificato esclamò: «Perdonatemi maestro! Per quanto io cerchi di correre in fretta, l’acqua continua a fuoriuscire dai fori del setaccio ed io non riesco a portavi da bere. Ho mancato il mio compito».
Il vecchio maestro con fare benevolo rispose: «E invece no, mio caro ragazzo, è proprio il contrario! Guarda il setaccio come luccica, ora è come nuovo».
Il giovane discepolo guardando con stupore l’utensile constatò che il maestro aveva ragione. L’acqua passando attraverso i fori lo aveva ripulito; il setaccio vecchio e arrugginito ora luccicava.
Il maestro dunque riprese a parlare: «Così allo stesso modo funziona la lettura, non importa se hai dimenticato ciò che hai letto» continuò il maestro «Tu sei quel setaccio mentre il contenuto dei libri è l’acqua che passa attraverso i fori».
LO SCOPO DELLA LETTURA
Morale della parabola
Questa celebre storia collegata alla tradizione narrativa orientale, ci spiega come leggere raffina la mente e ci trasforma nel profondo.
Leggere, non significa accumulare in modo sterile nozioni o concetti… non significa neppure ricordarsi i dettagli fine a se stessi. Lo scopo dei libri non si ferma al sol trasmettere conoscenza. Laddove qualcosa trasmette qualcos’altro acquisisce. Quando acquisisco conoscenza questa non resta in superficie: scende, trasforma, sostenta e nutre, rinnovando di volta in volta pensieri e credenze assimilate.
La nostra interiorità è un mondo formato da mondi. Quando leggiamo creiamo nuovi spazi che daranno vita a nuovi mondi interiori. Ogniqualvolta apriamo un libro è luce che si propaga in modo impercettibile. Ogniqualvolta leggiamo un libro non solo apprendiamo e ampliamo la nostra conoscenza, illuminiamo l’invisibile.
La metafora del “maestro e del setaccio” ci indica che leggere con perseveranza ci aiuta a cambiare nel profondo. Così come l’acqua passando attraverso, ripulisce il setaccio dalla ruggine, allo stesso modo, il sapere contenuto nei libri, ci attraversa depositandosi nel nostro universo interiore.
Per sua stessa natura l’essere umano è in continua trasformazione, la lettura intensifica questo potere innato. Poiché leggere porta con sé un potere trasformativo, naturale, autentico, questo impercettibile e delicato processo personale, di morte e rinascita, non fa altro che stimolare la nostra crescita interiore.
I libri sono come gli spazzacamini, puliscono la mente e rinnovano anima. A volte, nel lungo processo della vita, aprirsi a nuove idee o volgere uno sguardo differente o rinnovato, ci cambia in modo inaspettato. Così, come un giardino che cresce silenzioso, la comunicazione, quando evolutiva, stimola la nostra crescita interiore e ci plasma senza aggredire.
Anima Celeste
DELLA STESSA SERIE
Storie di Saggi – Il saggio contadino (racconto cinese)
Storie di Saggi – I tre setacci di Socrate
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