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Confucio
⇒ Confucio: il messaggio del maestro
⇒ Filosofo, educatore e pensatore cinese
⇒ Genealogia della famiglia Kong

«L’umanità è propria dell’uomo: la giustizia ne è la strada. La vera umanità trova la sua ragione d’essere nell’amore verso gli uomini» ed ancora «Colui che in contrasto con il suo interesse tiene in considerazione la rettitudine, che di fronte al pericolo offre la sua vita, che col passare degli anni non dimentica lo scopo della sua esistenza, può senz’altro essere considerato perfetto».
Filosofo, educatore e pensatore cinese
Kong Fuzi, alla nascita 孔丘 (Kǒng Qiū), nasce nello Stato di Lu il 28 settembre del 551 a.C.
Seppur di nobile discendenza, Confucio, dalla tenera età di tre anni crebbe in povertà. Ancor prima della nascita del figlio, la famiglia Kong si trasferì dallo stato di Song a quello di Lu, perdendo gran parte delle proprie ricchezze e agevolazioni riconosciute dallo status nobiliare. E’ un’epoca nella quale la classe dei shi (aristocratici decaduti, o “cavalieri”) a cui la famiglia Kong apparteneva, stava perdendo potere e ricchezza. Al momento della sua nascita la fortuna della famiglia era già in declino; condizione aggravatasi ulteriormente dopo la prematura scomparsa del padre, momento in cui il nucleo familiare perde definitivamente lo status sociale ed economico. Confucio cresce in un contesto storico di grande disordine sociale e di conflitti militari, periodo noto come “delle Primavere e Autunni”.
Rimasto solo con la madre, donna con una grande attenzione verso la sua educazione e istruzione, nonostante le difficoltà economiche e i sacrifici, viene incoraggiato agli studi e a coltivare la conoscenza. Confucio dedica la sua vita allo studio delle basi della cultura classica e all’insegnamento, valorizzando l’istruzione rispetto alla ricchezza materiale. Egli stesso descrive la sua giovinezza come difficile e umiliante, costretto a svolgere lavori umili per sostenere la famiglia.
La figura materna credeva fortemente ai valori dell’educazione come via per migliorare se stessi e la società. La stessa, trasmise al figlio profondi valori etici e morali nonché l’importanza dell’integrità e del miglioramento personale, pilastri centrali del Confucianesimo.
Il confucianesimo, il cui temine latinizzato proviene proprio dal nome del filosofo (Confucio), plasmò per millenni la cultura, la società e la politica dell’Asia orientale (Cina, Corea, Giappone, Vietnam).
È l’insieme delle dottrine etico-politiche basate sui suoi insegnamenti. Focalizza i suoi obiettivi sulle Virtù Cardinali: etica, giustizia e ritualità. Promuove l’ordine sociale attraverso l’osservanza dei riti, che includono le convenzioni sociali, le buone maniere e il rispetto dei ruoli familiari e statali. L’individuo deve autocoltivarsi ed educarsi migliorandosi continuamente attraverso lo studio e la riflessione per diventare una “persona nobile” o “saggia”
Il filosofo e fondatore passerà gran parte della sua vita promuovendo e diffondendo i suoi insegnamenti, spostandosi tra i vari stati cinesi, alla ricerca di sovrani disposti ad applicare il suo pensiero e le sue idee etico-politiche. Centrale è il concetto di benevolenza e umanità, ma altrettanto importanti sono: il senso di giustizia-etica, i riti-consuetudini e la saggezza-affidabilità.
Il viaggio non era solo uno spostamento fisico, per lui simboleggiava la crescita interiore e la ricerca della saggezza. Frasi come “Ovunque tu vada, vacci con tutto il cuore” rispecchia proprio questa sua filosofia.
Confucio dedica la maggior parte della sua vita all’insegnamento e al riordino dei libri canonici, sei in totale: I King (il libro delle mutazioni); Shu-King (le Cronache); Shi-King (il libro della Odi); Li-Chi (il libro deli Riti); Tch’unn-Chin (Primavera-Autunno); infine Yao-chee (Libro della Musica) andato perduto.
La sua dottrina ed il suo pensiero (nati dal grande amore per il culto delle antiche tradizioni) sono riuniti in tre libri cardine, fondamento e fonte del suo insegnamento I Dialoghi (Lun-yu), Il Giusto Mezzo (Tsong-Yin), La grande Scienza (Tasho).
L’ultimo periodo della sua vita fu segnato da sventure familiari e malanni fisici. Confucio muore nel 478 a.C. all’età di settantatré anni.

La dottrina ed il pensiero di Confucio nascono nel grande amore e nel culto delle antiche tradizioni, di cui i libri canonici sono la fonte e il fondamento.
Il suo sistema morale è privo di ambizioni mistiche o metafisiche, non ha sfondi mitologici o poetici, ma ha costituito la base della vita morale del popolo cinese per più di venti secoli, ne ha interpretato le più intime esigenze spirituali, ha influito sulla civiltà della Cina, prevalendo sulle altre due forme religiose: il Taoismo ed il Buddismo.
Per certi suoi aspetti il pensiero di Confucio può considerarsi antimetafisico. Il Cielo e la Terra sono, per lui, i genitori di tutte le creature. Fra queste l’uomo è il solo dotato di intelligenza ed è il solo che può dominare gli altri.
Vi sono anche gli spiriti di cui il creato è pieno e ad essi come vuole il popolo, che li invoca e li teme, sono dovuti sacrifici e preghiere e templi.
Se però le preghiere sono un dovere ed un conforto la più efficace delle preghiere è operare secondo temperanza e giustizia.
Confucio ha una concezione pratica, energetica, attiva e moralmente severa della vita individuale: per il suo mezzo nell’ambito e nella stretta osservanza delle leggi morali e dei riti si potrà conseguire un ordine sociale tranquillo ed equo, una politica vigorosamente riformatrice dello Stato.
Tutto questo esclude discussioni intorno alle origini delle cose ed i misteri del cosmo e le ricerche intorno ai fondamenti e ai limiti della conoscenza.
Fondamenti della dottrina confuciana sono:
La perfezione morale: o ’Jen’, che consiste o nella pratica della pietà filiale o nella osservanza delle prescrizioni sociali e rituali ‘Li’, o nella sincerità o nella parsimonia delle parole, o nella carità.
L’imitazione del Cielo: o ’Fan-tien’. Imitare il Cielo che in Confucio ha il senso di imitare il Dio supremo. Nel testo dei libri canonici è detto che gli antichi imperatori cinesi avevano attentamente osservato i fenomeni del Cielo e della terra per trarre dalle loro conclusioni i precetti morali.
Le prescrizioni sociali, morali, rituali: o ’Li’. Nell’universo regna l’ordine che è mantenuto dalla buona disposizione delle parti; per cui ogni essere ha il suo posto ed ogni movimento il suo corso. Gli uomini nella società ed i loro movimenti debbono quindi armonizzarsi. Nasce così l’equilibrio o ’Tsong-yin’ il ’giusto mezzo’ a cui Confucio assegna enorme importanza.
La carità universale. Tutti gli atti dell’uomo dovrebbero essere mossi dall’amore universale, che costituirebbe il bene più alto della sua perfezione morale.
Nell’universo armonicamente coordinato è favorita la produzione degli esseri viventi: questi perpetuano la vita umana. Nell’armonica coordinazione Confucio vede l’amore universale del Cielo. L’uomo nella sua perfezione morale deve imitare il Cielo e, come per il Cielo, nel rispetto del ’Li’ avrà il fine unico di amare tutti gli esseri viventi ed in particolare i suoi simili.
La sincerità: o ’Chen’. Sincerità significa agire secondo natura, cioè essere sinceri con sé stessi. L’ordine della natura è espressione del Cielo: ad esso, quindi, l’uomo deve ispirarsi e concordare. E’ sincerità seguire la propria natura: per praticarla l’uomo deve avere il cuore limpido e sgombro da passioni. Compostezza e silenzio portano alla limpidezza del cuore.
Le virtù. Per Confucio si identificano alla prudenza, nella carità e nella fortezza. Carità è ’Jen’: consiste nel non fare agli altri quello che non volete sia fatto a voi stessi. Questa è la carità nel suo aspetto negativo; nel suo aspetto positivo consiste nell’aiuto da dare agli altri per il conseguimento della perfezione.
La prudenza è la giusta applicazione delle norme che regolano i principi morali.
La fortezza è il coraggio di preferire la giustizia alla propria vita.
Confucio, ancor prima dei stoici greci, ha insegnato ai suoi discepoli l’amore per tutto il genere umano e, precorrendo il Cristianesimo ha indicato nell’amore senza riserve per il proprio simile il più alto e nobile impegno della vita umana.
Genealogia della famiglia Kong
Confucio discendeva da una famiglia aristocratica, il clan Kong (discendenti del saggio K’ung-fu-tzu), proveniente dallo Stato di Song, trasferitasi poi nello Stato di Lu (nell’odierna provincia dello Shandong).
La stirpe di Confucio è considerata la più lunga e longeva genealogia documentata al mondo. Considerata un “tesoro nazionale” in Cina, si tracciano oltre 80 generazioni. Sebbene Confucio stesso menzioni una giovinezza di condizioni modeste, la sua genealogia lo lega ai duchi di Song e agli antichi imperatori Shang.
Si stima che vi siano oltre 2 milioni di discendenti registrati in linea maschile, sparsi in tutto il mondo.
I discendenti vivono oggi principalmente in Cina, Taiwan e Corea, mantenendo viva la tradizione familiare. La continuità della famiglia incarna i valori confuciani di pietà filiale e rispetto per gli antenati, uno dei pilasti fondamentali nella cultura cinese.
Leggi anche: Confucio Pensieri Morali (parte 1)
Leggi anche: Confucio Pensieri Morali (parte 2)
Anima Celeste

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Fonte immagine: https://www.ilpiacerediraccontare.it/2024/11/15/cosa-ha-da-insegnarci-oggi-confucio-2/
Dottrina tratta da: Confucio, Pensieri morali. Eurostampa editrice Milano. Pagine 14, 15, 16, 17, 18. Introduzione Leonida Cortis, Marzo 1966.
Testo: Wikipedia; Confucio, Pensieri morali. Eurostampa editrice Milano; web.