Il Cammino dell’Anima attraverso il Giardino del Cuore
Commemorazione della morte di Giordano Bruno

Tempo di lettura: 22 minuti

 

 

 

Giordano Bruno

Oltre la morte la sua integrità ha vinto

Filosofo, scrittore, poeta, astrologo, astronomo, teologo, professore universitario e matematico.

✰ Nola (Napoli) anno 1548           ✝ Roma 17 febbraio 1600.

 

PREMESSA

Non esiste molta documentazione sulla gioventù di Giordano Bruno.
Le precarie e incerte informazioni che oggi conosciamo sui suoi primi anni di vita, vennero fornite dallo stesso filosofo durante gli interrogatori a cui fu sottoposto durante il processo.

 

BIOGRAFIA

UN GRANDE PENSATORE

L’INQUISIZIONE ROMANA

CONDANNA PER ERESIA

LA STATUA

INSEGNAMENTI

ANALISI ASTROLOGICA

FRASI CELEBRI

 

BIOGRAFIA

Giordano Bruno Nasce nel 1548 durante il regno di Napoli, nella contrada di San Giovanni del Cesco ai piedi del Monte Cicala a Nola (Napoli).

Battezzato con il nome Filippo in onore di Filippo II erede al trono di Spagna, cresce in una famiglia campana di modeste condizioni. Si pensa essere stato figlio unico il cui padre Giovanni, “modesto” gentiluomo appartenente a una famiglia dell’aristocrazia cittadina di Nola, è al servizio dei nobili locali come uomo d’armi e la madre Fraulissa Savolino è figlia di piccoli proprietari terrieri di umili origini.

 

Tra gli anni 1562 – 1565: trascorre l’infanzia a Nola dove consegue la prima istruzione elementare. In seguito, all’età di circa quattordici anni, si trasferirà a Napoli dove proseguirà e completerà gli studi superiori presso l’Università “Studio pubblico” della città partenopea.

 

Tra gli anni 1565 – 1566: come aspirante prima e da novizio poi, all’età di circa diciassette anni entra a far parte dell’ordine religioso domenicano nel convento di San Domenico Maggiore di Napoli.

Durante il rito della vestizione, funzione che segna il passaggio tra il postulato e il noviziato, come da regolamento, Filippo Bruno rinuncia al suo nome di battesimo e assume quello di Giordano.

La vestizione è il momento in cui viene indossato per la prima volta l’abito religioso e di fatto segna formalmente l’inizio della vita di un religioso. Ufficializza l’entrata alla vita consacrata e totale dedizione alla vita spirituale e alle sue regole. Questa solenne cerimonia e l’assunzione ufficiale dell’abito religioso da parte del novizio è considerato simbolo di impegno e consacrazione a dio.

Giordano Bruno distintosi da subito per la sua brillantezza negli studi, un anno più tardi, all’età di diciotto diventa frate professo.

 

Negli anni 1570 – 1571: viene ordinato dapprima suddiacono e in seguito diacono.

 

Anno 1572: all’età di ventiquattro anni, dopo aver completato il percorso di studi e aver pronunciato i voti entra nell’Ordine dei frati predicatori domenicani e gli viene conferito il sacerdozio.

 

Anno 1575: consegue il dottorato in teologia. 

 

Gli studi

Il convento di San Domenico Maggiore ai tempi di Giordano Bruno era una rinomata scuola di formazione universitaria di tipo religioso, che ospitava anche una preparazione di studio di tipo “pubblico”.

Come egli stesso affermò, i motivi che lo spinsero ad entrare nell’Ordine Domenicano non furono per vocazione religiosa e tantomeno per interesse verso gli studi teologici, la scelta ricadde sulla preparazione e l’altissimo livello di insegnamento che tale istituto impartiva.

Il pensatore nolano fu spinto dal forte desiderio di conoscenza e in particolar modo dall’opportunità di poter approfondire i tanto amati studi filosofici. Oltre all’apprendimento di diverse altre discipline e dottrine che questa scuola forniva, il convento era provvisto di una vasta biblioteca privata che ospitava tantissimi testi di molteplici materie (oltre alla teologia e alla filosofia) a cui l’accesso pubblico non era consentito.  

L’entrata in convento pertanto gli permise di seguire un regolare corso di studi unito a una prestigiosa formazione accademica.

Lo studio approfondito delle filosofie, le cui radici affondavano in culture antiche, unito all’amore per la comprensione, condussero il giovane filosofo a studiare con passione le lingue classiche antiche, in particolare il greco e il latino.

Giordano Bruno cercava di comprendere il mondo attraverso l’esplorazione delle arti filosofiche e storiche, che, unite all’acquisizione di importanti e differenti nozioni, foggiavano e plasmavano il suo personale (innovativo) pensiero. Le sue numerose opere dimostrano essere stato un profondo conoscitore della filosofia e della cultura greca, ma anche uno studioso appassionato di pensatori antichi da cui le sue opere prendono ispirazione.

Gli studi approfonditi integrati alla passione per la conoscenza, portarono il filosofo a scrivere numerose opere utilizzando tecniche differenti, avvalendosi altresì della lingua più appropriata, adottata a seconda del genere dell’opera e alla tipologia di pubblico a cui queste erano indirizzate. In italiano volgare erano redatte le opere destinante a chi era colto ma non aveva accesso al sapere accademico (servivano per raggiungere un pubblico più vasto e popolare), mentre, in lingua latina erano redatte le opere filosofiche e i trattati di natura tecnica, destinate ai cultori della filosofia e del pensiero. Il latino era il principale idioma accademico in molte università dell’epoca ed era anche una lingua che conferiva agli scritti un’autorità scientifica. Simultaneamente erano testi considerati di portata internazionale poiché ne permetteva la diffusione in tutta Europa. Seppur non più considerata ufficiale, continuava ad essere la lingua franca dell’erudizione, della comunicazione internazionale tra studiosi, intellettuali, cultori e ministri della Chiesa. 

La profonda conoscenza della tradizione classica e delle lingue antiche svolse un ruolo cruciale e requisito fondamentale per il suo lavoro di filosofo ma anche per la sua attività accademica. Quando Giordano Bruno insegnava o impartiva lezioni, scriveva e parlava in latino.

Oltre ad approfondire le materie predilette, il forte interesse per la cultura e la grandissima passione per la conoscenza, portano il filosofo a erudirsi di altre molteplici discipline, tra cui: retorica, dialettica, metafisica, lettere, logica e l’arte della memoria.

 

Abbandono dell’abito religioso

La sua intolleranza verso i dogmi e le istituzioni della Chiesa lo porteranno ad avere atteggiamenti ribelli nei confronti dell’autorità ecclesiastica. Nel 1576, all’età di 28 anni abbandonerà l’ordine religioso riassumendo il nome di battesimo, Filippo. Da questo momento in poi la sua vita sarà caratterizzata da continue fughe. Abbandonato l’abito religioso per evitare ripercussioni fuggirà da Napoli e viaggerà tantissimo. La lunga serie di spostamenti lo porteranno a soggiornare in svariate città italiane e europee, diventando di fatto un pensatore errante in tutta Europa. 

 

UN GRANDE PENSATORE

Teorie cosmologiche

Per cercare di spiegare i moti planetari e rifacendosi all’interpretazione letterale della Bibbia, la Chiesa, sosteneva la visione geocentrica. Definita anche teoria tolemaica questo modello scientifico, molto diffuso in epoca rinascimentale, considerava la Terra e l’uomo al centro del cosmo attorno ai quali ruotano tutti gli altri corpi celesti.

Va da sé che le differenti teorie sulla cosmologia e la filosofia naturalistica (visione fondata sulle scienze naturali per comprendere l’universo), predicate da Giordano Bruno, lo resero incompatibile con l’ortodossia religiosa. La sua visione eliocentrica, “spostava” sia l’uomo che la Terra dalla privilegiata posizione centrale che la Chiesa invece gli attribuiva.

Il geocentrismo, modello prevalente nel mondo antico e medievale, venne lentamente surclassato con l’inizio della rivoluzione copernicana. Niccolò Copernico con la sua opera “De revolutionibus orbium coelestium” pubblicata nel 1543, ribalta il modello di Tolomeo dando inizio alla rivoluzione scientifica. Nel suo lavoro, successivamente supportato e perfezionato dalle osservazioni di Galileo Galilei e dalle leggi di Keplero, colloca il Sole al centro del sistema solare attorno al quale orbitano i pianeti inclusa la Terra.

Secondo Giordano Bruno: “l’universo era infinito e senza centro, popolato da innumerevoli mondi che rifletteva l’infinità di Dio. Identificava Dio con l’universo stesso, descrivendolo come materia viva e animata che contiene tutti gli opposti. In questo universo infinito gli opposti (come il bene e il male) coesistevano in Dio, in un’unità che sfuggiva alle nostre categorie finite”. 

 

 

La sua ideologia anticonformista in netto contrasto con la dottrina cristiana, veniva considerata “blasfema” agli occhi delle autorità religiose. Bruno non considerava il cristianesimo una via di salvezza anzi lo riteneva corrotto fin dalle sue origini. Le sue obiezioni riguardavano in particolar modo: il Cristo, il concetto di incarnazione, la Trinità e la verginità di Maria.

A causa della sua libertà di pensiero, delle sue idee innovative e dei differenti punti di vista sulla tesi dell’universo infinito e sull’immortalità dell’anima, Bruno non era vista di buon occhio.

 

L’immortalità dell’anima

Secondo la visione tradizionale della Chiesa cattolica l’anima è immortale perché creata da Dio. Dopo la morte del corpo non vi è sopravvivenza eterna della coscienza e in base al giudizio ricevuto, l’anima, è destinata a un’eterna esistenza in uno dei tre regni: Paradiso, Purgatorio o Inferno.

Secondo Giordano Bruno invece, l’immortalità dell’anima avviene attraverso la trasmigrazione delle anime (o metempsicosi). Questo processo di trasformazione e non estinzione avviene dopo la morte del corpo fisico rendendo l’anima dell’individuo immortale.

 

 

L’anima del mondo o anima universale è un’anima che si frammenta e si ricompone continuamente. Una sorta di “specchio” che scomponendosi in infinite parti da ogni frammento si genera un individuo.

 

L’INQUISIZIONE ROMANA

Le persecuzioni e l’accusa per eresia

Giordano Bruno professò in diverse città europee ma la sua attività accademica fu segnata da continui spostamenti. Le sue idee teologiche e filosofiche suscitarono parecchie controversie. Un diffuso sentimento di odio e di ostilità si originò nei suoi confronti, seguito da vere e proprie persecuzioni.

 

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Il pensiero libero di questo Predicatore italiano anticonformista e dalle idee filosofiche anticonvenzionali, furono giudicate eretiche dall’Inquisizione Romana.

 

L’ Inquisizione Romana (o Sant’Uffizio) venne istituita da papa Paolo III nel 1542 come strumento principale di controllo della Chiesa, atta a mantenere l’ordine sociale e il potere papale.

Quest’ organo giudiziario supremo che dipendeva direttamente dal papa, la cui missione principale era quella di tutelare l’integrità della fede cattolica, si occupava ed esaminava differenti tematiche, agendo di fatto non solo su questioni di valenza religiosa ma anche politico e sociale.

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Le accuse nei confronti di Giordano Bruno spaziano dalle pratiche oscure alle pratiche teologiche.

 

Accuse di pratiche oscure

  • Pratica di stregoneria (magia e divinazione);

Giordano Bruno considerava la matematica una pratica di “magia intellettuale”. Per Bruno la magia naturale non era semplice superstizione, tutt’altro! La conoscenza delle sue leggi nascoste permetteva di agire su di essa. La “magia matematica” era parte di questa sapienza che, attraverso l’arte e l’ingegno, utilizzava il “lume intellettuale” per intervenire sulla realtà e accedere a conoscenze superiori. Quest’arte permetteva di collegare la razionalità e la speculazione metafisica con la magia naturale.

 

Accuse teologiche

  • Negazione di dogmi cristiani fondamentali con imputazioni che riguardavano le sue opinioni contrarie alla fede cattolica;
  • Idee eretiche tra cui le sue teorie sull’Universo e l’idea che Dio fosse immanente alla natura e non trascendente;
  • Abbandono dell’abito religioso;
  • Atteggiamento di ostilità e disobbedienza verso la religione e il clero;
  • Volontà di fondare una nuova setta o un ordine eretico;

 

Il processo e la morte sul rogo

Perseguitato e ricercato in tutta Europa pensando di essere al sicuro approda a Venezia.

Il nobile veneziano Giovanni Mocenigo suo seguace ed estimatore, lo accoglie nel 1591 con la promessa da parte di Bruno di insegnargli le sue tecniche mnemoniche (l’arte della memoria).

In seguito a tensioni e attriti sorte tra i due, Bruno decide di interrompere la fugace collaborazione con l’intento di lasciare Venezia per recarsi in Germania. Nel frattempo Mocenigo convinto che il filosofo nascondesse parte delle sue conoscenze e sentendosi imbrogliato, sarà egli stesso a tradirlo, a denunciarlo e a consegnarlo nelle mani dell’Inquisizione. Arrestato a Venezia nel 1592, Giordano Bruno fu estradato e trasferito a Roma nel febbraio del 1593.

Bruno passerà sette anni in carcere, periodo in cui invano tenteranno di convincerlo a rinnegare le proprie idee e ritrattare le sue tesi considerate “eretiche e blasfeme”. Comprovato il suo rifiuto ad abiurare viene condannato come “eretico impenitente, pertinace et ostinato”.

Durante il processo e prima della condanna definitiva, Bruno ricevette scomuniche sia da parte della Chiesa cattolica che da altre confessioni.

 

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8 febbraio del 1600

Imposto in ginocchio durante la lettura della sentenza della sua condanna a morte

Prima che gli fosse chiusa la lingua in una morsa per evitargli di parlare ulteriormente

Di lui resta famosa la frase pronunciata davanti ai giudici

“Maiori forsan cum timore sententiam in me fertis quam ego accipiam”

“forse tremate più voi nel pronunciare contro di me questa sentenza che io nell’ascoltarla”

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CONDANNA PER ERESIA

Il tribunale dell’Inquisizione dello Stato Pontificio emana il verdetto di condanna a morte. Lingua serrata con una morsa per impedirgli di parlare durante il supplizio. Spogliato nudo e legato a un palo, GIORDANO BRUNO, nelle prime ore del mattino del 17 febbraio 1600 muore sul rogo a 52 anni, arso vivo in Roma a Campo dei Fiori.

In quel triste giorno furono date alle fiamme anche le sue opere e i suoi scritti, ma ciò nonostante, questo non impedì alla sua filosofia di superare concetti obsoleti e abbattere rigidi dogmi. I suoi insegnamenti, sopravvissuti alla sua morte, spalancarono la strada alla rivoluzione scientifica. La sua saggezza, la sua conoscenza e la sua tenacia contribuirono a scuotere le menti, a distruggere barriere e a varcare nuove soglie aprendo questo mondo a nuovi paradigmi.

 

 

Eresia, dal greco hairesis, haireisthai (αϊρεσις “fare la propria scelta”).

Era considerato eretico chi sceglieva e proclamava una propria scelta contraria alla tradizione comune e In epoca cristiana l’eresia era l’interpretazione e la predicazione contro ai precetti ufficialmente riconosciuti dalla Chiesa di Roma.

Fuori dall’ambito religioso il termine viene utilizzato in senso figurato per indicare un’opinione o una dottrina filosofica, politica, scientifica o persino artistica in disaccordo con quelle generalmente accettate come autorevoli.

Wikipedia

 

 

 

LA STATUA

Opera fortemente voluta dalla Massoneria e realizzata dallo scultore nonché Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, Ettore Ferrari, commemora il filosofo e la sua condanna per eresia.

Simbolo di libertà di pensiero e di resistenza contro l’oppressione, fu eretta nel 1889 in Roma, al centro della piazza di Campo de’ Fiori.

 

 

INSEGNAMENTI

Oltre la morte la sua incorruttibilità ha vinto

Rimanere fedeli a un principio di verità per non tradire sé stessi. Questo insegna Giordano Bruno.

Il suo nome è custodito nel cuore dei posteri, la sua morte ci richiama all’ordine,
il fuoco del rogo è un incendio che divampa e come un faro ci indica la via da perseguire.

L’onestà intellettuale ha un solo volto: si chiama COERENZA.
Implica la capacità di riconoscere i propri errori nonché valutare la verità anche quando è contraria alle proprie convinzioni o interessi.

Rimane il vestito più bello che si possa indossare… in ogni circostanza.

 

L’onore di un Uomo, che dinnanzi al fuoco dell’intolleranza e al fanatismo che sopprime le idee innovative e anticonvenzionali, si “denuda”, e, con spregiudicata integrità, ci insegna il coraggio di difendere le proprie idee e il libero pensiero.

Precursore di tempi, pioniere e pensatore colto. Anima indipendente e radicale, estro brillante e spiccata intelligenza. Ha pagato con la morte la sua rettitudine. La sua, è una morte che ancora oggi ci esorta e ci ammonisce.

Giordano Bruno non è morto invano, per tutti è diventato simbolo di lotta per la libertà di pensiero.

La voce stonata di un grande pensatore anticonformista è sempre fuori dal coro e possiede una doppia funzione: ci mette in guardia e ci ravvisa dal pericolo derivante dall’egemonia che soffoca la morale attraverso il controllo e il dominio, e, allo stesso tempo, ci esorta e ci riconduce al valore… quello vero, della libertà di pensiero.

Grande Pensatore dalle doti intellettuali fuori dal comune. Solo un martire del libero pensiero può (al di là di ogni apparente limite) divenire un pioniere del desiderio di libertà. Libertà che diventa condanna a morte! Ma è proprio dinnanzi a questa condanna (a morte) che un grande Uomo incontra la propria dignità, ed è proprio dinnanzi alla tirannia del potere che sprigiona la sua Pura Essenza Divina.

La morale è un cammino esclusivo che si percorre in solitaria. E’ solo restando saldi dinnanzi: all’intolleranza, alla prepotenza e all’ingiustizia che ci possiamo specchiare nella nostra dignità e integrità d’animo.

Giordano Bruno, un ribelle che non si è piegato al potere. Un genio che non si è fatto domare e non è sceso a compromessi. Una storia, la “voce stonata” ai più, la morte di un Uomo che a sostegno della lotta alla verità, ha preferito sacrificare la propria vita, divenendone portatore di sacralità.

Le tante sfaccettature di un Uomo che al culmine del travaglio interiore, con cognizione, consapevolezza e coraggio: ha scelto la “sua” morte. Con questo colpo di scena, rimescola le carte in tavola, ed erigendosi a giudice, inquisitori e persecutori, diventano tutti imputati davanti al tribunale della verità.

 

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La tirannia di chi reprime la libertà porta solo un messaggio:

l’integrità di pensiero e le teorie alternative non possono scalfire alcuna fede, ma il potere da esso derivante, sì!

Una voce stonata fuori dal coro è come un tuono che squarcia i cieli durante un temporale.

Giordano Bruno

 L’onore di essere scomodi purché veri.

 Egli non è scomparso tra le ceneri di “quel” rogo.

Con le sue spoglie ha concimato e modellato le coscienze di tutti noi.

Ancora oggi, la sua morte scuote gli animi, portando turbamento e suggestioni.

 

La verità è che la verità, ancora oggi, è “vittima” di una lunga conquista: umiliata e spesso travagliata.

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ANALISI ASTROLOGICA

Redigere questo articolo mi ha portata a conoscere ancora più a fondo quest’ecclettico pensatore. Alla luce delle informazioni apprese ho conosciuto un uomo dalle mille risorse e dalla rettitudine morale senza eguali. Esplorare la sua vita mi ha permesso di farmi un’idea piuttosto chiara rispetto al suo modo di vedere le cose, rispetto al suo modo di affrontare la vita, ma soprattutto mi ha permesso conoscerlo “meglio” caratterialmente. Questa breve e semplicissima analisi astrologica si baserà esclusivamente sulle caratteristiche “pure” del segno zodiacale a cui penso potesse appartenere, che, comparate alle caratteristiche emerse rispetto a questa personalità chiamata “Giordano Bruno”, presentano delle similitudini piuttosto accentuate.

 

Percorrere e sviscerare la vita di Giordano Bruno mi ha fatto saltare immediatamente all’occhio tutt’una serie di poliedricità che sono tipici di un determinato segno zodiacale: AQUARIO

Partendo dalla (tristemente nota) data di morte 16 febbraio 1600, e prendendola in esame, ci si rende subito conto che porta con sé un’informazione importante che si collega al segno zodiacale sopra citato .

La data di nascita purtroppo è sconosciuta ma cercando in rete mi sono imbattuta in due ipotesi: Enciclopedia Treccani pone la sua data di nascita tra il gennaio ed il febbraio del 1548, mentre, il sito Internet Culturale nella prima metà dell’anno 1548.

 

Il periodo compreso tra il 21 gennaio e il 19 febbraio è presidiato dal segno zodiacale dell’Aquario, governato a sua volta dai pianeti Urano e Saturno.

I pianeti Urano e Saturno sono strettamente legati poiché condividono il loro domicilio sia nel segno dell’Aquario sia nel segno del Capricorno. La peculiarità che differenzia i due domicili è che si trovano a parti inverse. Pertanto: laddove in Aquario, Urano si trova in domicilio diurno, nel Capricorno lo si trova in domicilio notturno, viceversa per quanto riguarda Saturno, trova il suo domicilio diurno nel Capricorno e in Aquario quello notturno.

 

PAROLE CHIAVE segno Aquario

Indipendenza, cambiamento, innovazione, imprevedibilità, idealismo, anticonformismo, amore cosmico, novità, futuro, grande curiosità, ribellione, idee, pensieri, astrazione dalla realtà, visione, immaginazione, progresso, intuizione improvvisa e fulminea, genialità, apprendimento veloce, lealtà e costante ricerca della verità.

 

Undicesimo segno dello zodiaco, l’Acquario è conosciuto come l’anarchico per eccellenza. Grazie alla presenza di Saturno (in domicilio notturno) strettamente collegato all’equità e alla giustizia, porta il nativo ad accettare l’autorità soltanto se equa e giustificata. Al contrario, dinnanzi a situazioni di abuso di potere, non esiterà a diventare paladino della giustizia per rivendicare i propri diritti o quelli altrui.

È un segno che precorre i tempi ed è sempre proiettato nel futuro. Gli alti ideali, l’idealismo e la spiritualità (attenzione non la religione!), lo rendono visionario, profondamente intuitivo e astruso a tal punto da comprende le persone e le situazioni in modo non convenzionale. La grandissima fantasia di cui è dotato gli permette di anticipare mode, gusti e tendenze.

Nel libro “Trattato pratico di astrologia” a pag. 96 André Barbault scrive: l’odio è bandito dal suo cuore. Le sue aspirazioni sono idealistiche e spirituali. Rinuncia per sempre ad appartenere a sé stesso e si offre a un destino estraneo alla personalità, fatto di espropriazioni, di decantazione e di purificazione. Invaso com’è da un immenso desiderio di rinuncia, la grazia o la saggezza lo restituiscono alla condizione umana, riconciliazione dell’uomo coll’universo.

 

Mestieri o studi

Per niente amante della monotonia e dalla ripetitività necessita sempre di stimoli costanti. I mestieri o gli studi strettamente legati all’intelletto e che suscitano curiosità, ricerca e approfondimento sono particolarmente adatti per i nati del segno, difatti, non di rado, li si trova a svolgere mestieri fuori dal comune.

  • In ambito intellettuale:

La mente brillante e l’innata sete di conoscenza li porta ad essere altamente predisposti per la ricerca scientifica e nuove tecnologie. Tra i mestieri affini alle attitudini di questo segno troviamo: scienziati, ingegneri e ricercatori scientifici o informatici.

Essendo l’Aquario un segno governato da Urano è legato a tutto ciò che riguarda il cielo, li si può trovare a svolgere mestieri o studi: astronomici, astrofisici, astronautici e legati all’ingegneria spaziale.

  • In ambito pratico:

E’ considerato il segno più creativo dello zodiaco pertanto anche il campo creativo artistico  gli è congeniale. Il suo pensare “fuori dagli schemi” e la sua originalità lo vedono particolarmente portato a praticare nell’ambito delle arti. Creazione e innovazione vengono applicate nelle arti come: pittura, musica, fotografia, scrittura e grafica. Anche il campo della moda gli è congeniale, spesso lo si trova esprimere il proprio estro estetico e design proprio in questo settore.

La spiccata curiosità per la ricerca unita alla carriera artistica, potrebbero portare i nati del segno a esprimersi anche attraverso le arti storiche. Mestieri legati alla ricerca culturale e di antichità, nello specifico: archeologo, storico dell’arte, restauratore, archivista e curatore museale anch’essi sono mestieri consoni per questo imprevedibile segno.

Gli Aquario amano trasmettere le proprie conoscenze agli altri e condividerle con la collettività, difatti, li si può trovare spesso in qualità di insegnanti educatori e docenti. È Particolarmente portato anche per gli studi, la pratica e la divulgazione astrologica.

 

La parola latina aquarius significa “colui che porta l’acqua” o “portatore di acqua”.

Quest’espressione ben si intona con la figura di Giordano Bruno poiché l’acqua è l’elemento per eccellenza legata a sensibilità, memoria ancestrale, emozioni, percezioni extrasensoriali e presiede la nostra parte inspiegabile come: i sogni, il sentiero interiore e l’intuito.

E’ l’elemento tramite cui la nostra Anima dialoga con la nostra parte cosciente. Governa l’irrazionalità la mutevolezza e le reazioni spontanee. L’acqua in astrologia è associata al pianeta Luna che tra i vari archetipi rappresenta anche il Karma.

 

SIMBOLOGIA pianeta Urano

Lavoro, cambiamento, scelte improvvise, indipendenza, cambiamenti rapidi, progresso, tagli netti, separazione e isolamento, giustizia sociale, ingegno, creatività, innovazione, illuminazione, risveglio interiore, scoperta di sé (attraverso l’intuizione e la comprensione profonda) e ribellione.

 

Urano pianeta per eccellenza dell’originalità e dell’innovazione è attratto da tutto ciò che è stravagante, nuovo e inesplorato. Creatività e ingegno si fondono nell’autenticità di pensiero e nella continua ricerca di nuovi percorsi o idee innovative mai solcate prima (da nessuno). Di indole anticonformista e incline alla libertà -in tutte le sue forme-, si distingue per la sua unicità e la tendenza a non conformarsi alle regole.

Audace, pioniere, anarchico e dotato di forte spirito d’iniziativa. Chi nel proprio tema natale ha una forte componete uraniana non si uniforma e non si conforma. La sua essenza indomita e ribelle, per nulla favorevole a seguire: masse, mode e strade precostruite, che sia personale o intellettuale, lo si troverà sempre alla ricerca di  un proprio cammino da seguire e da “inventare”.

 

SIMBOLOGIA pianeta Saturno

Rettitudine morale, equità e giustizia, valori morali fondamentali, saggezza, riflessione, analisi, senso del dovere, disciplina e responsabilità.

 

Soprannominato il “Grande Maestro” o “Signore del Karma” è considerato il pianeta delle lezioni di vita. In qualità di “Maestro Interiore” è colui che ci guida attingendo alle esperienze vissute,  apprese e consolidate. È quella memoria che distinguendo tra “bene e male” e “giusto e sbagliato” ci indica la via da imboccare e da percorrere senza indugi. Questo pianeta incarna la giustizia e la capacità di valutare in modo logico e razionale, ma anche la vecchiaia (anche intesa come saggezza) e la morte.

 

Archetipi associati al pianeta Saturno – Orfano, Creatore, Sovrano, Saggio.

Archetipi associati al pianeta Urano – Orfano, Cercatore, Creatore, Distruttore, Sovrano, Mago.

 

CARATTERISTICHE Uraniane di Giordano Bruno

Carisma, spirito irrequieto, brillante memoria e grandi capacità intellettuali, genio, insaziabile passione per lo studio e per la conoscenza, attività di ricerca e idee innovative originali e audaci, audace, pensatore brillante indipendente e radicale.

 

CARATTERISTICHE Saturnine di Giordano Bruno

Determinazione, struttura, forza d’animo, sopportazione, privazione, sacrificio, controllo, tenacia, volontà e inflessibilità.

 

FRASI CELEBRI

“Se l’astrologia considera il futuro come fato predestinato e governato dai moti dell’universo è evidente che gli esseri viventi – e in specie quelli intelligenti – non possono mutare il corso degli eventi. Non è possibile quindi utilizzare le predizioni astrologiche per influenzare il futuro secondo specifiche esigenze.”

 

“Non è vera né buona legge quella che non ha per madre la Sofia (sapienza) e per padre l’intelletto razionale.”

 

“La libertà di pensiero è più forte della tracotanza del potere”

 

“Forse tremate più voi nel pronunciare contro di me questa sentenza che io nell’ascoltarla”

 

“Verrà il secolo in cui l’uomo scoprirà forze potenti nella Natura.”

 

“Non è la materia che genera il pensiero, è il pensiero che genera la materia.”

 

“Se questa scienza che grandi vantaggi porterà all’uomo, non servirà all’uomo per comprendere se stesso, finirà per rigirarsi contro l’uomo.”

 

“Non so quando, ma so che in tanti siamo venuti in questo secolo per sviluppare arti e scienze, porre i semi della nuova cultura che fiorirà, inattesa, improvvisa, proprio quando il potere si illuderà di avere vinto.”

 

“Stolti del mondo voi che avete formata la religione, gli maggiori asini del mondo siete voi che per grazia del cielo avete riformata la corrotta fede.”

 

“Io penso a un universo infinito. Stimo infatti cosa indegna della infinita potenza divina che, potendo creare oltre a questo mondo un altro e altri ancora, infiniti, ne avesse prodotto uno solo, finito. Così io ho parlato di infiniti mondi particolari simili alla Terra.”

 

“Chi perciò consistendo nel luogo e nel tempo, libererà le ragioni delle idee dal luogo e dal tempo, si conformerà agli enti divini.”

 

“Verrà un giorno che l’uomo si sveglierà dall’oblio e finalmente comprenderà chi è veramente e a chi ha ceduto le redini della sua esistenza, a una mente fallace, menzognera, che lo rende e lo tiene schiavo… l’uomo non ha limiti e quando un giorno se ne renderà conto, sarà libero anche qui in questo mondo.”

 

“D’ogni legge nemico e di ogni fede.”

 

“Io sorgo impavido a solcare con le ali l’immensità dello spazio, senza che il pregiudizio mi faccia arrestare contro le sfere celesti”

 

“Il genere umano è schiavo di idoli falsi ignaro della sua comunione con l’eternità e l’infinito universo. La liberazione è in atto grazie alla diminuzione del campo magnetico terrestre.”

 

“Ho lottato, è molto; ho creduto nella mia vittoria, è già qualcosa essere arrivati fin qui; non aver temuto di morire, aver preferito coraggiosa morte a vita imbelle.”

 

“Vinca dunque la perseveranza, perché, se la fatica è tanta, il premio non sarà mediocre. Tutte le cose preziose son poste nel difficile”

 

Anima Celeste

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